Claudio
Bianzino

Progetti

CLAUDIO BIANZINO QUARTET

Claudio Bianzino (sax soprano e tenore), Davide Calvi (pianoforte), Stefano Profeta (contrabbasso), Nicola Stranieri (batteria).

La classica formazione del quartetto jazz rappresenta un eccezionale “terreno di gioco”, nonché una tappa quasi imprescindibile, per qualsiasi sassofonista. Infatti, oltre ad essere probabilmente il contesto strumentale più diffuso nel jazz, è spesso anche quello in cui i singoli strumentisti - proprio per il fatto di sentirsi “a casa” - riescono a meglio esprimere il proprio messaggio musicale. Se poi si ha la possibilità di cimentarsi su tale terreno insieme ad ottimi musicisti (e ottime persone), disponibili ad affrontare un repertorio in gran parte originale e sconosciuto, c’è proprio da ritenersi fortunati.

I miei compagni in questa avventura non sono solo tutti strumentisti di riconosciute ed apprezzate capacità, ma sono anche tutti dotati di spiccata personalità musicale ed abilità compositive, ed è questa una caratteristica di fondamentale importanza per muoversi sul terreno delle composizioni originali. Brani che, pur non puntando assolutamente ad essere “strani” a tutti i costi, esprimono comunque il tentativo di percorrere nuove strade, con un occhio al passato ed uno... ai cartelli stradali...

78 Giri Hot Ensemble

Fondata nel 1999 dall’indimenticato Mario Saccagno, la “78 Giri Hot Ensemble” è un’orchestra che da allora è sempre rimasta in attività e la cui direzione mi è stata “affidata” nel 2008. Da allora, rinnovandoci di continuo ed allargando l’organico ad una vera e propria big band, abbiamo tenuto decine di concerti.

I giovani (e meno giovani) musicisti che compongono la big band sono in stragrande maggioranza dilettanti e questo costituisce un grande vantaggio, perché se da un lato essi riescono sempre ad avere una costante voglia di migliorarsi come singoli e come gruppo, allo stesso tempo conservano un grande divertimento nel fare musica, sensazione, quest’ultima, che riescono sempre a comunicarmi, mentre purtroppo non sempre si avverte nell’ambiente professionistico. Pare che questa componente sia percepita ed apprezzata anche dal pubblico che sempre più numeroso segue i nostri concerti. Il risultato di questo modo di affrontare insieme la musica è quello di un’orchestra coesa e divertente, ma non va dimenticato che tra le fila ci sono anche validi solisti e giovani davvero molto promettenti. Negli ultimi anni infatti un discreto numero di musicisti provenienti dal vercellese, dall'alessandrino e dal pavese è entrato a far parte del nostro organico.

Il repertorio di volta in volta spazia dai classici della swing era fino ad arrangiamenti più contemporanei.

Duo Bianzino Profeta

Il Duo è impostato sull’interazione creativa, sull’essenzialità e l’intreccio delle linee melodiche dei due strumenti. Nell’affrontare un repertorio piuttosto eterogeneo i due musicisti si muovono agevolmente sia sul terreno della musica originale sia su quello della tradizione jazzistica di matrice afro americana. Entrambi infatti, oltre ad essere esecutori e docenti di strumento da circa vent’anni, sono anche compositori ed arrangiatori.

I brani sono scelti fra gli standard e le song della tradizione americana, con l’aggiunta di composizioni originali appositamente pensate per la “ristretta” formazione. I due strumenti (il sassofono ed il contrabbasso), sebbene entrambi di origine europea e classica, sono infatti stati profondamente modificati sia nella tecnica strumentale sia nella loro funzione orchestrale proprio grazie alla musica del Nuovo Continente.

B4 SAX

Claudio Bianzino (sax soprano e contralto), Andrea Buffa (sax contralto e tenore), Marco Benso (sax tenore e baritono), Stefano Brianza (sax baritono). Ospite d’eccezione: Gianni Virone (sax baritono).

L’idea di costituire un quartetto di sassofoni mi stuzzicava da tempo quando, alla fine del 2004, decisi di coinvolgere dei musicisti in questo progetto.

Alla base di questo sodalizio artistico vi è senza dubbio l’intenzione, o per lo meno il desiderio, di poter “dire” qualcosa di nuovo; elemento, questo, di essenziale importanza per quella che illustri studiosi hanno definito come la principale forma d’arte del ‘900 e che noi chiamiamo jazz.

La ricerca di questa differente dimensione creativa ci porta ad esplorare le potenzialità del singolo strumento, nell’ambito di particolari soluzioni compositive e svariate combinazioni timbriche.

Nella realizzazione di questo progetto musicale ci affidiamo esclusivamente al sound dei nostri strumenti, senza l’ausilio di una sezione ritmica.

Il repertorio del quartetto si basa sia su composizioni originali appositamente scritte, sia su brani della tradizione afroamericana opportunamente adattati, includendo anche imprevedibili momenti di puro divertimento.

Questa formazione negli ultimi tre anni si è esibita in vari concerti e rassegne musicali.

RIARANGIA’

Roberto Sbaratto (voce, voce recitante, chitarra), Liana Attimonelli (voce), Claudio Bianzino (sax soprano e tenore), Luigi Ranghino (piano), Paolo Baltaro (tastiere), Stefano Profeta (contrabbasso), Claudio Saveriano (batteria).

Con questa formazione abbiamo riarrangiato in chiave jazzistica alcuni brani della tradizione popolare vercellese, proponendo un connubio tra mondi apparentemente lontani che ha riscosso un notevole successo.

I brani sono stati incisi sul cd “Riarangià”, i cui proventi vengono devoluti integralmente all’associazione Anffas di Vercelli, alternati alla lettura di testi di autori della provincia vercellese.

I numerosi concerti che sono seguiti, e che ancora ci portano a suonare in molti posti della nostra provincia, sono stati denominati “Waterland Songs” e confermano l’apprezzamento del pubblico verso questo progetto.

QUATTROFUORI

La formazione, oltre a vedere coinvolto me al sassofono soprano, comprende il chitarrista Vittorio Gallione, il bassista Paolo Botta ed il batterista Daniele Manachino.

Il sound che scaturisce è un insieme molto variegato, dato dall’insieme di suoni acustici e sonorità elettriche molto ricercate. Questo progetto è nato nel 2005, quando fui molto contento di rincontrare questi musicisti, con i quali ho esperienze musicali comuni, anche se non continuative, da circa vent’anni. Alla base c’è un’amicizia consolidata e un grande affiatamento, che ha permesso lo sviluppo di un progetto avente come obiettivo la composizione e la ricerca musicale senza limitazioni stilistiche o di genere. In pratica suoniamo senza porci il problema di quale musica fare o di come farla, né di dover rispondere a logiche di mercato. Suoniamo essenzialmente per il piacere di farlo (ricordo che la parola “suonare” in sostituzione della parola “giocare” è una particolarità tutta italiana), e con l’intento, o per lo meno il desiderio, di comunicare qualche emozione.

Come è intuibile, il nome “quattrofuori” non si riferisce tanto ai componenti del gruppo, bensì indica i quattro quarti staccati dalla batteria prima dell’inizio di un brano (se è in 4/4...)